Qui nasce l’eros | Carmine Mangone
Una lettura dal sito di Carmine Mangone: «Qui nasce l’eros».
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Un laboratorio di scrittura, ricerca e immaginazione critica, dove il linguaggio si spinge ai suoi margini e da lì riparte.
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Una lettura dal sito di Carmine Mangone: «Qui nasce l’eros».
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Fausta Cialente è un esercizio di ricomposizione, perché quando agisce sulle parole non si sa mai cosa taglierà, con quale enigma sintattico o retorico ci lascerà. Così la mia estate ha avuto il tempo biografico e la condizione dello sguardo, con il privilegio di addensarsi un po’ attorno al cucchiaio, ma anche sulla pelle e…
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Un quadro brutto merita una foto brutta.Sono in questo mercatino e chiedo al venditore il quadro brutto ricamato male.Lui si gira incredulo: non gli sembra vero di riuscire a disfarsi del quadrorribile e gli brilla lo sguardo:per un attimo penso che voglia pagarmi per portarlo via, come fossi un netturbino emotivo. Il quadro mi sbatte…
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Pensare che l’identità si formi all’interno del soggetto è un’illusione: l’identità si forma nello spazio fra soggetti, come spazi interstiziali fra cellule di un tessuto. Per me, il fallimento è sempre la rottura dell’implicito e, paradossalmente, la rottura dell’implicito è la condizione
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A quanto pare scrivere di sesso senza erotismo non è così semplice. Almeno tre ungheresi ce l’hanno fatta. Una riflessione sulle peculiarità narrative di Ágota Kristóf, Sándor Márai e David Szalay, la loro forma e la loro sostanza.
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A differenza del caso genitivo indoeuropeo, la marcatura colpisce la testa, non il modificatore.Esistono delle caratteristiche comuni all’interno del ceppo semitico: si perde l’articolo definito sul nomen regens; si assiste a cambiamenti fonologici (spesso vocalici) come riduzione vocalica, spostamento dell’accento, conservazione del suffisso femminile -t.Non può mai mancare la prossimità stretta: i sostantivi sono adiacenti…
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La lingua che parlo ha modellato il mio pensiero e non se ne esce, oppure il mio pensiero ha modellato questa lingua?
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L’ho presa un po’ larga, ma oggi ti parlo di superlativo perifrastico in ebraico biblico, perché è eccitante… e altre cose.
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Il problema linguistico della negazione a seconda della rilevanza culturale dell’oggetto negato, con digressioni sull’abitare e l’attesa.
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Che cos’è un lutto impossibile? Cosa ci dice, questo lutto impossibile, riguardo a un’essenza della memoria? E per quanto riguarda l’altro in noi, anche in questa “lontana premonizione dell’altro,” dove si annida il tradimento più ingiusto?
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Sembra che il fuoco ci abbia inventati. Oltre la banalità del dualismo fonte di vita e agente di distruzione, in queste righe cerco di usare il fuoco come pretesto trasformativo. Fuoco come fucina dell’oltre e dell’alterità. Mi accompagnano Bachelard, Lévi-Strauss, Jung, Jankélévitch, Hillman e tanti altri, in ordine sparso.
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Se non sciogliessi i tuoi legami proteici, significherebbe che non ti ho compreso. Invece ti capisco bene, Giuseppe, perché il mondo mi arriva da etimologie telluriche che fanno sussultare l’insonnia. Ha iniziato prima lui, come dicevano gli stronzi alla maestra per discolparsi da qualcosa, come se l’escalation non fosse una scelta. Ha iniziato prima Pontiggia,…
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Sono venuta a cercarti, sabato mattina. Non c’eri, ti hanno spostata in un altro dipartimento.Meglio così, perché a voce non sarei stata in grado di spiegarti che il vuoto del dopo è pieno di cose. È vuoto, perché si sente, perché è quantistica per principianti della perdita. Non è completamente privo di energia o attività:…
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Prego. Mi fa sempre sorridere, quando rispondo a un ringraziamento, affrettarmi ad aggiungere “non inteso come verbo”. Ma non siamo qui a constatare l’ovvio. Ecco che Carmine Mangone pulisce il cammino da dogmi e altari di ogni tipo, forzandoci a smettere di idolatrare la poesia come forma di preghiera. Casomai, ci concede il contrario. La…
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La casa di Fratelli è un tempo coagulato. L’epidermide stessa della mente (sì sì, l’epidermide è l’organo più vasto che abbiamo, ma non ci pensiamo mai), una topografia chiusa in cui non si entra e dalla quale non si esce. Siamo nel 1978, quando esce il libro fratelli di Carmelo Samonà. Fratelli, senza articolo (cosa che mi…
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Qui ci sono il mio cuore ed Etty Hillesum: la sua relazione con gli altri e con l’esistenza, l’umano e il divino. Le sue dimensioni di bellezza, dolore e ricerca. Non mancano i fuoritema, because ADHD.
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Qui parliamo di Simone Weil e di me, perché ho scoperto un nuovo termine. Si parla anche delle sentenze, del tempo che causa sofferenza sia quando c’è, sia quando manca. L’unione delle contraddizioni comporta una lacerazione estrema, fino ad arrivare al participio presente. Ecco.
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La guerra come un fenomeno terribilmente umano (troppo umano!). Esploriamo, senza giustificarne gli effetti, le radici biologiche, culturali e psicologiche. Diverse teorie, da Lorenz a Mead, evidenziano come l’aggressività possa essere appresa e disimparata. Propongo una riflessione sulla necessità di scegliere la pace come appendice possibile della violenza evitabile.
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